mercoledì 29 aprile 2015

Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte, la vita è puro rumore tra due insondabili silenzi. La vita sei tu.

Non ci hanno mai dato il libretto di istruzioni per questa vita, sicuramente non c'è qualcuno che sa meglio cosa fare o come gestire gli avvenimenti, quindi le alternative sono fondamentalmente due : ci si può abbandonare al flusso di corrente oppure chiudersi, forzarsi di non far penetrare il mondo dentro di se.
Credo che l'abilità stia proprio nello stare nel mezzo delle due, un'abilità che purtroppo si acquisisce solo con l'esperienza. Beh sarebbe facile riuscire a godersi le emozioni senza far penetrare tutto il dolore del mondo dentro di sé , magari proprio durante l'adolescenza, dove tutte le emozioni sono amplificate.....


Penso che ci sia un percorso ben definito per ognuno di noi, che viene scritto nel momento in cui decidiamo chi vogliamo essere.
Quando ho deciso la donna che sarei stata si è aperto davanti a me il mio percorso.. Facile? Nemmeno un po'.


Approfitto di 10 minuti di solitudine per scrivere una riflessione spontanea che mi è sorta oggi.


Come volevasi dimostrare, il fiato mi si è spezzato ancora...


Nel 2014 ho conosciuto l'amore folle, quello che ti prende il cervello e strappa via ogni briciolo di buon senso con una pinzetta per sopracciglia.
Nel 2015 ho conosciuto l'amore maturo, quello della famosa “metà” della mela, quello corrisposto, quello potente, quello dolce, quello intenso che ti porta in alto, ma che ti tiene la mano, che senti accanto a te quando la mattina ti svegli , quello che c'è e ci sarà.
Lo definisco l'amore “maturo”, come se in meno di un anno fossi maturata chissà quanto, mi sento sempre la solita bambina ..soprattutto quando mi guarda con quel suo sguardo magnetico, mi sento nuda, mi sento piccola e indifesa, non ho più armature.
Mi spaventa tanto da piangere spesso da sola, da sentirmi pervadere dalla pazzia, sento la paura di perderlo. Rare volte ho sentito questa paura in me.
Mi spiego meglio, la paura di perdere qualcuno, o di rimanere sola l'ho sempre avuta, ma questo è terrore, come se da questa persona dipendesse tutto. E non mi era mai capitato di sentire questo terrore dentro me, ho sempre messo al primo posto me, e da buona egocentrica ho peccato spesso di superbia.
Non voglio definirla una relazione, una relazione può averla chiunque, chiamiamolo viaggio....questo viaggio, quello che io faccio dentro di me, non lo può fare chiunque ed io ho scelto un compagno per questo viaggio.


Questo Viaggio (con la V maiuscola, perchè merita) è caratterizzato dalla spontaneità, dall'ironia e dalla musica (non musica qualunque, solo Jazz).
Di lui parlerei per ore, è il mio argomento preferito, ma ciò che è più interessante è come siamo insieme...
Se fossimo un elemento saremmo fuoco;
Se fossimo un colore saremmo l'arancione, il giallo accecante del sole più  il rosso della passione che ti fa tremare le ossa;
Se fossimo un sapore saremmo sicuramente una caramella al limone, dolce che accarezza il gusto e acidula da risvegliare ogni parte del corpo e sentirne la sensazione in bocca anche dopo tempo;
Se fossimo una città saremmo sicuramente la più grande, la più caotica, la più accogliente New York;
Se fossimo un cibo saremmo un cracker con la nutella sopra, salato e dolce insieme. O forse un wafer alla nocciola nel letto;
Se fossimo un suono saremmo una risata, di quelle che ti tolgono tutta l'aria dai polmoni e arriva fino alle lacrime.



Del mio futuro non so niente, so solo che avrà le sue lentiggini e quelle rughe attorno agli occhi quando ride.


La riflessione che è sorta oggi riguarda, invece, il mio passato. 
Ho avuto un numero N di partner, sessuali e non; parlandone con lui mi sono domandata il perché io abbia permesso a N persone di toccarmi, se mai ho permesso a queste persone di sfiorarmi i pensieri.
Penso che un certo numero di errori sia concesso per diritto, capita non di rado che una ragazza perda sé stessa prima di ritrovarsi donna, ognuno sceglie ad un certo punto di essere la persona che vuole essere, io ho scelto di essere questa donna. Sono passata attraverso corpi caldi per cercare me, per capire chi fossi, affermando la mia sessualità, come se questa definisse la me vera, ho capito, ora che sono donna, che non sono state le esperienze a farmi crescere, a farmi capire. No. Lo è stato il profondo senso di solitudine che lascia un letto sfatto e umido da rifare, lo è stato il senso di slealtà nell'abbassare lo sguardo davanti a una donna di cui conosci la profonda intimità raccontata dal suo uomo, mentre ridendo si richiude la patta dei pantaloni. Conoscere certi tipi di uomini mi ha aiutata a capire cosa io voglia dal mio futuro, e quindi, la persona che io voglio essere.


So di aver “trovato” un uomo, uno vero, una persona ragionata come sono io, uno che queste mie esperienze riesce a vederle per ciò che sono, ovvero ciò che mi ha portato ad essere chi sono ora. Un uomo che ama me, e non quella che potrei sembrare, o potrei essere. E' la persona che più di tutte lascerò libera di andare via da me, perché la sua scelta vale più della scelta di altri mille omuncoli che mi circondano, voglio che ogni giorno gli sia permesso scegliermi, voglio che ogni mattina scelga di svegliarsi accanto a me.

Ho virgolettato il termine “trovato” perché non lo considero del tutto corretto, io non l'ho trovato, io l'ho meritato e l'ho scelto.


Come volevasi dimostrare, il fiato mi si è spezzato ancora...o forse ho cominciato a respirare davvero.


* amare come le onde del mare..dolcemente e furiosamente