Credo che l'abilità stia proprio nello stare nel mezzo delle due, un'abilità che purtroppo si acquisisce solo con l'esperienza. Beh sarebbe facile riuscire a godersi le emozioni senza far penetrare tutto il dolore del mondo dentro di sé , magari proprio durante l'adolescenza, dove tutte le emozioni sono amplificate.....
Penso che ci sia un percorso ben definito per ognuno di noi, che viene scritto nel momento in cui decidiamo chi vogliamo essere.
Quando ho deciso la donna che sarei stata si è aperto davanti a me il mio percorso.. Facile? Nemmeno un po'.
Approfitto di 10 minuti di solitudine per scrivere una riflessione spontanea che mi è sorta oggi.
Come volevasi dimostrare, il fiato mi si è spezzato ancora...
Nel 2014 ho conosciuto l'amore folle, quello che ti prende il cervello e strappa via ogni briciolo di buon senso con una pinzetta per sopracciglia.
Nel 2015 ho conosciuto l'amore maturo,
quello della famosa “metà” della mela, quello corrisposto,
quello potente, quello dolce, quello intenso che ti porta in alto, ma
che ti tiene la mano, che senti accanto a te quando la mattina ti
svegli , quello che c'è e
ci sarà.
Lo definisco
l'amore “maturo”, come se in meno di un anno fossi maturata
chissà quanto, mi sento sempre la solita bambina ..soprattutto
quando mi guarda con quel suo sguardo magnetico, mi sento nuda, mi
sento piccola e indifesa, non ho più armature.
Mi spaventa
tanto da piangere spesso da sola, da sentirmi pervadere dalla pazzia,
sento la paura di perderlo. Rare volte ho sentito questa paura in me.
Mi spiego
meglio, la paura di perdere qualcuno, o di rimanere sola l'ho sempre
avuta, ma questo è terrore, come se da questa persona dipendesse
tutto. E non mi era mai capitato di sentire questo terrore dentro me,
ho sempre messo al primo posto me, e da buona egocentrica ho peccato
spesso di superbia.
Non voglio
definirla una relazione, una relazione può averla chiunque,
chiamiamolo viaggio....questo viaggio, quello che io faccio dentro di
me, non lo può fare chiunque ed io ho scelto un compagno per questo
viaggio.
Questo Viaggio
(con la V maiuscola, perchè merita) è caratterizzato dalla
spontaneità, dall'ironia e dalla musica (non musica qualunque, solo
Jazz).
Di lui parlerei per ore, è il mio argomento preferito, ma ciò che è più interessante è come siamo insieme...
Di lui parlerei per ore, è il mio argomento preferito, ma ciò che è più interessante è come siamo insieme...
Se fossimo un
elemento saremmo fuoco;
Se fossimo un
colore saremmo l'arancione, il giallo accecante del sole più il rosso
della passione che ti fa tremare le ossa;
Se fossimo un
sapore saremmo sicuramente una caramella al limone, dolce che
accarezza il gusto e acidula da risvegliare ogni parte del corpo e
sentirne la sensazione in bocca anche dopo tempo;
Se fossimo una
città saremmo sicuramente la più grande, la più caotica, la più
accogliente New York;
Se fossimo un
cibo saremmo un cracker con la nutella sopra, salato e dolce insieme.
O forse un wafer alla nocciola nel letto;
Se fossimo un
suono saremmo una risata, di quelle che ti tolgono tutta l'aria dai
polmoni e arriva fino alle lacrime.
Del mio futuro non so niente, so solo che avrà le sue lentiggini e quelle rughe attorno agli occhi quando ride.
La riflessione
che è sorta oggi riguarda, invece, il mio passato.
Ho avuto un numero N di partner, sessuali e non; parlandone con lui mi sono domandata il perché io abbia permesso a N persone di toccarmi, se mai ho permesso a queste persone di sfiorarmi i pensieri.
Ho avuto un numero N di partner, sessuali e non; parlandone con lui mi sono domandata il perché io abbia permesso a N persone di toccarmi, se mai ho permesso a queste persone di sfiorarmi i pensieri.
Penso che un
certo numero di errori sia concesso per diritto, capita non di rado
che una ragazza perda sé stessa prima di ritrovarsi donna, ognuno
sceglie ad un certo punto di essere la persona che vuole essere, io ho
scelto di essere questa donna. Sono passata attraverso corpi caldi
per cercare me, per capire chi fossi, affermando la mia sessualità,
come se questa definisse la me vera, ho capito, ora che sono donna,
che non sono state le esperienze a farmi crescere, a farmi capire. No. Lo
è stato il profondo senso di solitudine che lascia un letto sfatto e
umido da rifare, lo è stato il senso di slealtà nell'abbassare lo
sguardo davanti a una donna di cui conosci la profonda intimità
raccontata dal suo uomo, mentre ridendo si richiude la patta dei
pantaloni. Conoscere certi tipi di uomini mi ha aiutata a capire cosa
io voglia dal mio futuro, e quindi, la persona che io voglio essere.
So di aver
“trovato” un uomo, uno vero, una persona ragionata come sono io,
uno che queste mie esperienze riesce a vederle per ciò che sono,
ovvero ciò che mi ha portato ad essere chi sono ora. Un uomo che ama
me, e non quella che potrei sembrare, o potrei essere. E' la persona
che più di tutte lascerò libera di andare via da me, perché la sua
scelta vale più della scelta di altri mille omuncoli che mi
circondano, voglio che ogni giorno gli sia permesso scegliermi,
voglio che ogni mattina scelga di svegliarsi accanto a me.
Ho virgolettato
il termine “trovato” perché non lo considero del tutto corretto,
io non l'ho trovato, io l'ho meritato e l'ho scelto.
Come volevasi dimostrare, il fiato mi si è spezzato ancora...o forse ho cominciato a respirare davvero.
* amare come
le onde del mare..dolcemente e furiosamente